Siamo giunti all'ultima unità della prima parte di questo corso di
traduzione pubblicato nel sito http://www.logos.it, e prossimamente anche sotto
forma di tradizionale volume cartaceo. È quindi il momento di tirare le
somme e di illustrare in che modo intendiamo procedere nei prossimi mesi con le
fasi successive del corso.
Chi abbia seguìto il corso on-line ha avuto modo di vedere un indice
generale del corso che contiene, a grandi linee, la struttura di tutte le cinque
parti. È un corso di traduzione generale, ossia non è rivolto a
combinazioni linguistiche specifiche, ma vuole essere d'aiuto come base di
conoscenze per qualsiasi traduttore o studente di traduzione.
La prima parte è stata introduttiva, si è cercato di porre le
basi teoriche dei concetti fondamentali, evitando di approfondire le singole
fasi del processo traduttivo.
La prossima parte del corso, che verrà messo on-line durante il 2001,
è dedicata alla prima di quattro fasi in cui si è cercato di
scomporre processo traduttivo: la percezione. Il traduttore si trova in una
peculiare posizione, nello schema della comunicazione: è il lettore del
prototesto originale, ed l'autore del metatesto tradotto. Abbiamo quindi pensato
di individuare nella percezione del testo dal parte del lettore, e più
specificamente del traduttore, la prima fase del processo traduttivo, come del
resto abbiamo accennato nelle unità 6 e 7 di questa prima parte.
Le quaranta unità in cui si articolerà la seconda parte del
corso tratteranno quindi la questione della percezione e dell'interpretazione
del testo, la questione del circolo ermeneutico del testo tradotto, i problemi
legati all'analisi traduttologica del testo, i problemi della dominante e le
strategie traduttive.
La terza parte del corso, dedicata alla produzione, si occupa di quella fase
del processo traduttivo in cui il testo, così come viene percepito dal
traduttore, viene proiettato sulla lingua e sulla cultura ricevente. Diventa
centrale quindi il problema del cronòtopo e della distanza cronotopica
tra originale e traduzione. Entra in gioco un elemento nuovo, rispetto alla fase
di percezione dell'originale da parte del traduttore: il destinatario, il
lettore modello, intorno al quale si plasmano le strategie traduttive.
La parte del corso dedicata alla produzione è inoltre un'ottima
occasione per parlare di alcuni luoghi comuni della traduttologia: i concetti di
adattamento, fedeltà, letteralità, equivalenza, libertà.
Infine sarà possibile prendere in esame i vari tipi di traduzione, con le
peculiarità propri a ciascuno. Si esamineranno la traduzione
tecnico-scientifica, con tutto ciò che comporta per quanto riguarda i
gerghi settoriali, la traduzione per il cinema e la televisione, la traduzione
poetica e vari altri sottotipi di traduzione.
Per produrre un testo, inoltre, bisogna conoscere delle regole che riguardano
la redazione dei testi in generale. All'inizio di questa prima parte abbiamo
analizzato la norma ISO dedicata alla traduzione, invece nella terza parte del
corso esamineremo tutte le norme UNI concernenti indici, sommari, bibliografia,
norme redazionali, uso delle virgolette e dei segni d'interpunzione e
così via.
La quarta parte del corso, intitolata «Strumenti», è in un
certo senso un'appendice alla precedente. Mentre «Produzione»
analizza la fase del processo traduttivo in cui il testo tradotto viene
composto, qui si prendono in esame gli strumenti con i quali è
concretamente possibile produrre il testo. Rientrano in questo àmbito gli
strumenti tecnologici, le opere di consultazione su supporto cartaceo,
informatico e telematico, le memorie di traduzione, le banche dati
terminologiche, strumenti per l'analisi stilistica e lessicale.
La quinta parte, dedicata alla Ricezione, riguarda il modo in cui il
metatesto, il testo tradotto, entra nella cultura ricevente e viene recepito. A
prima vista potrebbe sembrare una fase che non riguarda già più il
traduttore, ma casomai l'editore, o l'addetto al marketing, oppure lo studioso
dei problemi di culturologia e di relazione tra culture. Invece noi siamo
convinti che conoscere il destino di un testo tradotto sia fondamentale sia per
capire come funziona il processo traduttivo che l'ha prodotto, sia per capire
come progettare una strategia traduttiva e come prefigurarsi un lettore
modello.
Chi avrà seguìto il corso, nella sua versione telematica o
nella sua versione cartacea, avrà la possibilità di presentarsi di
persona per sostenere un esame, uno per ognuna delle parti in cui è
articolato il corso. Verranno organizzate tre sessioni annue, secondo le
consuete modalità universitarie, nei mesi di febbraio, giugno e ottobre.
Chi supererà le prove di esame riceverà un attestato che
riguarderà tanto la frequenza del corso, quanto l'assimilazione dei
concetti esposti.
Gli esercizi di verifica, riportati anche nella versione cartacea sotto forma
di appendice, potranno essere un valido strumento per controllare il proprio
livello di preparazione anche in vista dell'esame.