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38 - Levý, Holmes, Popovič

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«Ma l’assurdità di un sogno non va tradotta con un semplice no; ha lo scopo di riprodurre la tendenza dei pensieri del sogno a esprimere riso o derisione simultaneamente con la contraddizione»1.

 

Anche lo studioso ceco Levý ha trattato la questione della critica della traduzione. Uno dei problemi messi a fuoco nel suo classico del 1974 riguarda la difficoltà insita nella ricostruzione del prototesto a partire dal metatesto. Il fatto che il metatesto pubblicato sia frutto del lavoro intrecciato di traduttore, redattori, correttori, e che questi interventi non siano individualizzabili in modo preciso, crea problemi quando si desidera valutare la poetica del traduttore, il suo stile, le sue preferenze2. La difficoltà è inoltre connessa alla possibilità – più diffusa di quanto non si possa pensare – che la traduzione non sia diretta ma attraverso una lingua intermedia3.

Un’altra interferenza nella critica della traduzione secondo Levý deriva dalle influenze sul lavoro del traduttore delle traduzioni esistenti degli stessi testi. È inevitabile che il traduttore sia influenzato, sia consapevolmente sia, più spesso, in modo inconsapevole, da tali versioni "parallele"4.

La ricostruzione abduttiva che parte dal risultato (la traduzione) ha lo scopo di ricostruire il metodo e la concezione del traduttore. Gli elementi che contano maggiormente in tale analisi sono le differenze tra prototesto e metatesto. Perciò

[...] l’analisi della traduzione va cominciata dall’attento raffronto con l’originale e quasi dal calcolo statistico delle differenze riscontrate nei particolari [...] una parte caratterizzerà la relazione dello stile dell’epoca e dello stile individuale del traduttore nei confronti dello stile dell’autore e la relazione della visione traduttiva nei confronti dell’idea obbiettiva dell’opera5.

Levý dà una prima classificazione delle differenze prototesto - metatesto: errori di senso, forma ed espressione. Vedremo che in teorici successivi tale embrione verrà ulteriormente sviluppato.

Il fatto che siano presenti più versioni di uno stesso originale determina una situazione favorevole per la critica traduttiva. Stabilito qual è la funzione del testo tradotto nella cultura ricevente, si può analizzare come un certo metatesto assolva tale compito. Levý configura la traduzione come un mezzo di comunicazione di massa che ha un curioso effetto sull’entropia (grado di disordine) dei sistemi culturali. Le traduzioni infatti accrescono il livello di entropia dei sistemi culturali nazionali (apportando elementi di novità), nel contempo riducendo l’entropia globale (distribuendo in modo più omogeneo le caratteristiche peculiari delle singole culture). È possibile che tale concezione abbia avuto influenze sullo sviluppo della teoria della semiosfera di Lotman.

Un altro padre storico della traduttologia si è pronunciato in modo interessante sulla critica: Holmes. La sua posizione sulla critica traduttiva è coerente con la sua mapping theory. Il traduttore, letto il prototesto, crea una mappa mentale di questo originale, grazie alla quale proietta sul piano della cultura ricevente una mappa mentale del metatesto dalla quale prendono le mosse le singole scelte traduttive.

Il critico della traduzione, partendo da prototesto e metatesto, deve innanzitutto ricostruire le mappe mentali del traduttore, e in seguito le raffronta per individuare dalla loro relazione la strategia traduttiva. Ecco il complesso schema di Holmes6:

prototesto

←↓

mappa del critico: prototesto

@

mappa del traduttore: prototesto

 

rete di corrispondenze

norme di corrispondenza critico

@

norme di corrispondenza traduttore

metatesto

mappa del critico: metatesto

@

mappa del traduttore: metatesto

 

 
 

 

norme di astrazione

 

norme di derivazione

norme di raffronto

 

Modello di processo traduttivo descrittivo di Holmes

I metodi di lavoro del critico della traduzione secondo Holmes sono due. Il primo si basa sullo specifico dell’analisi comparativa di una coppia prototesto/metatesto e ha lo scopo di individuarne le differenze e di classificarle. Il secondo si basa invece su un patrimonio costante di caratteristiche che vengono controllate in tutte le coppie prototesto/metatesto, a prescindere dall’analisi specifica.

Holmes ritiene che il primo approccio abbia lo svantaggio di lasciare spazio alla naturale peculiarità personale di analisi del critico, che può tralasciare per errore di prendere in esame determinate caratteristiche. Il secondo approccio ha lo svantaggio di dover utilizzare un insieme molto articolato di elementi da analizzare, anche se non tutti sempre pertinenti con la coppia prototesto metatesto in questione, ciò che determina una certa pesantezza di tale analisi critica. Holmes ci ha lasciato in eredità il compito di trovare un repertorio di tratti da analizzare che risulti completo per qualsiasi tipo di testo e che possa risultare condivisibile da tutti i ricercatori sulla traduzione.

Il ricercatore slovacco Popovič, altra colonna portante della traduttologia, ritiene che

la parentela tra l’attività traduttiva e gli altri aspetti della attività letteraria sia del tutto chiara7

e produce il seguente schema che sintetizza tutte le possibili relazioni intercorrenti tra prototesto e metatesto8:

 

modalità relazionale

positiva, favorevole

ostile

livello del testo

manifesto

occulto

manifesto

occulto

elementi o diversi livelli del testo

citazione, epigrafe, allusione, riproduzione del testo (diretta o indiretta); lettura mediata, titolo; annotazione, résumé, pereskaz, traduzione interlineare

allusione inconscia;

reminiscenza;

parafrasi;

imitazione

editio purificata, citazione parodistico-interpretativa

allusione critica senza indicazione della fonte

testo come insieme

traduzione; riscrittura "tendenziosa"; recensione positiva; imitazione

intento dell’autore di scrivere il testo; plagio; traduzione di seconda mano; uso di pseudonimi; composizione sulla base di un manoscritto trovato; "pseudotraduzione"

traduzione polemica; travesti, dibattito letterario in versi; recensione critica, polemica

parodia; contre feuilleton

I tipi di relazione metatestuale secondo Popovič

Tale schema ha il vantaggio di dare la possibilità di analizzare le differenze prototesto metatesto anche in campi diversi dalla traduzione interlinguistica ma affini, tanto da rientrare negli sviluppi successivi della traduttologia, in concezioni come quella della traduzione totale.

Popovič infine ricerca le cause dell’assenza della critica traduttiva. A suo dire, si tratta di cause che risiedono al di fuori della letteratura o della critica, e sono da individuare soprattutto nella conformazione culturale della società (ruolo del testo tradotto nel sistema sociale, mancanza di identità specifica della traduzione ecc.). Il critico traduttivo più diffuso è il traduttore stesso quando formula i princìpi della propria attività e quando commenta il lavoro dei colleghi9. Rispetto alla critica letteraria generica, la critica della traduzione comporta però alcune differenze:

  • nel caso della traduzione, il critico ha a che fare con due atti comunicativi: prototesto e metatesto;
  • mentre il critico di opere in lingua originale ha a che fare con la produzione letteraria contemporanea ed è testimone della sua nascita e della reazione dei lettori, il critico della traduzione può anche trovarsi di fronte alla traduzione contemporanea di un’opera non contemporanea10.

Popovič contempla anche la critica della traduzione (molto diffusa, ahimč) che si basa sulla sola analisi del metatesto e del suo confronto con la cultura ricevente. Si tratta di una critica unidimensionale, poiché il punto di vista è sbilanciato a favore di uno dei due poli della coppia traduttiva.

Succede sovente anche che il redattore stesso operi sul testo tradotto senza accedere all’originale; il suo unico criterio coincide in questo caso con le norme linguistico-stilistiche della letteratura ricevente. L’opera viene valutata sia dal punto di vista delle norme e del canone della cultura ricevente sia da quello della soddisfazione del lettore11, e così facendo può accadere che la strategia traduttiva non sia compresa e che le scelte del traduttore siano più o meno consapevolmente prevaricate.

 

Riferimenti Bibliografici

FREUD SIGMUND L’interpretazione dei sogni in Opere vol. 3 Torino Boringhieri a cura di C. L. Musatti 1966.

FREUD SIGMUND The Interpretation Of Dreams translated by A. A. Brill London G. Allen & company 1913.

HOLMES J. S., Translated! Papers on Literary Translation and Translation Studies (1971, 1976, 1977), Amsterdam, Rodopi, 1988, ISBN 90-6203-739-9.

HOLMES J. S. Describing literary translations: models and methods (1976), in Translated! Papers on Literary Translation and Translation Studies. Amsterdam, Rodopi, 1994, ISBN 90-6203-739-9, p. 81-91.

LEvÝ J. Aktual´nyе prоblеmy tеоrii hudоžеstvеnnоgо pеrеvоda, vol. 2, Moskva, 1967, p. 296-303.

LEVÝ J. Translation ad a decision process, in To Honor Roman Jakobson II, Den Haag, Mouton, p. 1171-1182.

LEVÝ J. Iskusstvo perevoda, traduzione dal ceco di V. Rossel´s, Moskva, Progress, 1974.TOURY G. Descriptive Translation Studies and Beyond Amsterdam, Benjamins, 1995, ISBN 90-272-1606-1.EVEN-ZOHAR I. Le relazioni tra sistema primario e sistema secondario all’interno del polisistema letterario, in Strumenti critici, n. 26, 1975, p. 71-79. (Edizione originale 1974.)


1 Freud 1900: 376.
2 Levý 1974: 217-218.
3 Levý 1974: 218.
4 Levý 1974: 221.
5 Levý 1974: 223.
6 Holmes 1994: 88.
7 Popovič 1980: 142.
8 Popovič 1980: 153.
9 Popovič 1980: 167.
10 Popovič 1980: 167-168.
11 Popovič 1980: 168.


 



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